Ex Legnochimica di Rende: reato di omessa bonifica e risarcimento per Legambiente  

19/02/2024 - Il processo per disastro ambientale allo stabilimento della Legnochimica di Rende (CS) sembra giunto al suo epilogo: il tribunale di Cosenza, con una sentenza del Giudice Familiari, ha ritenuto l'ex-liquidatore dell’industria colpevole di omessa bonifica dell’area, condannandolo a nove mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 14.000 euro, in aggiunta alle spese processuali. Non solo. L’ex-liquidatore è stato condannato anche al risarcimento del danno cagionato alle parti civili, ossia Legambiente Calabria, Gf Car - Gf Motor e alcuni privati. 

L'azienda ha chiuso i battenti all’inizio del 2000. A partire dal 2006 è cominciato un processo di liquidazione volontaria, nonostante diversi soggetti, tra i quali Legambiente, abbiano da sempre avanzato seri dubbi sull’opportunità di liquidare i terreni e di coprire i laghi artificiali senza una doverosa bonifica.  

Dalle indagini è emerso che le falde acquifere dell’aerea risultano fortemente inquinate da metalli pesanti quali ferro, alluminio, manganese, arsenico, cromo, nichel, cobalto e piombo. L’area, che non era mai stata interessata da operazioni di bonifica o messa in sicurezza di emergenza, nel corso degli anni è stata invece periodicamente colpita da fenomeni di incendio, dovuti alla combustione dei rifiuti che hanno sprigionato nell’aria sostanze tossiche. 

Legambiente Calabria, difesa dall’avvocato Rodolfo Ambrosio del CeAG (Centro azione giuridica), si è sempre battuta perché si arrivasse a una soluzione per eliminare la situazione di grave inquinamento delle falde e dell'aria, che ha avuto gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini della zona. 

“È finalmente terminata, con la sentenza del Tribunale di Cosenza, una procedura giudiziaria lunga e complessa nella quale Legambiente, costituita parte civile, ha ottenuto una vittoria - commenta Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – Tuttavia, avremmo voluto un esito processuale che comportasse una punizione più incisiva dei responsabili data la gravità della vicenda. Resta attuale, purtroppo, l’inquietante questione della mancata bonifica dell'area dell'ex Legnochimica di Rende. Questa problematica costituisce un passaggio obbligato per evitare ulteriori danni all’ambiente ed alla salute delle persone oltre che per dare un segnale di ripristino della legalità”.