Dati 2023

L'aggressione al patrimonio culturale

Scavi clandestini e razzie nei siti archeologici, furti, traffico illegale di opere d’arte: è questo il core business delle organizzazioni criminali che operano nel redditizio settore dei beni culturali. Il primo anello della catena dell’Archeomafia sono i cosiddetti tombaroli, quelli che saccheggiano i siti, rubando vasi, anfore, statuine, monete e frammenti preziosi, ci sono poi i committenti e i ricettatori che si occupano di piazzare i pezzi sul mercato clandestino, infine i compratori.

0 Reati accertati
CICLO archeomafia

La filiera spesso si conclude nelle teche di importanti musei internazionali dove i pezzi sono “ripuliti” da false documentazioni che ne attestano la legittima provenienza. Lo stesso percorso vale per dipinti e opere d’arte trafugati in ville private.
Ma in Italia, che è un continuo susseguirsi di giacimenti a cielo aperto di reperti archeologici, sono quest’ultimi a rappresentare il business più florido, essendo beni sconosciuti fino al loro ritrovamento, non sono catalogati e sfuggono così alle ricerche degli investigatori.
L’archeomafia è anche un’occasione unica per riciclare denaro, utilizzare i beni trafugati come moneta di scambio per partite di droga e armi, come mezzo di ricatto nei confronti dello Stato.

Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto

    MAPPA INTERATTIVA
    CICLO archeomafia 2023

    Seleziona una regione

  • Reati 0
  • Percentuale sul totale nazionale 0

    Totale nazionale

  • Reati 0

Classifica regionale

Regione Reati

Percentuale sul totale nazionale

Regione Percentuale

Report delle aree provinciali

Regione Reati totali
* Con il termine "Regione" si indicano i dati relativi alle attività svolte dal Comando Tutela patrimonio culturale dell'Arma dei carabinieri non disponibili su base provinciale.
Il rapporto completo

Ecomafia 2023

Il rapporto annuale che Legambiente redige dal 1994. Numeri, storie, analisi, denunce e proposte sul fenomeno della criminalità...
Scarica il comunicato