Asfalti Brianza, si va al processo. Legambiente si costituisce parte civile

15/04/2024 La questione di Asfalti Brianza è una vicenda annosa, tra problemi di esalazioni e liti legali, che però oggi finalmente vede la decisione da parte del giudice del Tribunale di Monza di procedere con l’istruttoria. Il dibattimento si è già aperto con la costituzione di parte civile dei Comuni di Monza, Concorezzo, Agrate Brianza, Brugherio e di Legambiente per ottenere un risarcimento dei danni dal titolare del bitumificio di Concorezzo.     

Le indagini erano partite solo dopo l’intervento delle autorità competenti per le necessarie verifiche, anticipate dalle numerose segnalazioni dei residenti (che lamentavano odori nauseabondi). La situazione era attenzionata già dal 2014 da parte del Comitato di quartiere di Sant’Albino di Monza, preoccupato dalle particelle emesse dall’azienda che produceva bitume. Un sospetto confermato dai controlli al camino dell’azienda eseguiti da Arpa nel 2020: in 9 verifiche su 14 il benzene (sostanza potenzialmente cancerogena) è risultato fuori norma. Le analisi avevano così portato al fermo delle attività dell’azienda fino alla sospensione della Autorizzazione Unica Ambientale.  
 
Così, la Procura della Repubblica aveva emesso un sequestro per emissioni illecite, facendo seguito ad altro sequestro per gestione illecita dei rifiuti.  Purtroppo, i sigilli sono stati violati dal titolare dell’azienda, che avrebbe dovuto accedere all’area solo per eseguire quanto disposto dalla magistratura, ossia procedere a rimuovere i rifiuti già presenti. Invece, secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, i rifiuti speciali venivano miscelati con altri già presenti (in via teorica destinati allo smaltimento), così che il nuovo composto potesse essere utilizzato all’interno di costruzioni e pavimentazioni stradali. La Polizia Provinciale di Monza e della Brianza ha dovuto quindi sottoporre nuovamente a sequestro Asfalti Brianza.